"Sorry Boys", Di e con Marta Cuscunà (Premio Franco Enriquez 2013)

Dialoghi su un patto segreto per 12 teste mozze.

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La cronaca. 2008, Massachusetts, Gloucester. Nella cittadina americana si diffonde la notizia che 18 ragazze di una scuola superiore sono rimaste incinte pianificando le loro gravidanze, come parte di un patto segreto, per allevare i bambini in una specie di comune femminile.

L’idea che sta alla base di Sorry, boys, è che a Gloucester, la concomitanza tra il patto delle 18 ragazze e la marcia degli uomini, non è una coincidenza, ma che entrambi i fatti hanno a che fare con il modello di mascolinità che la società impone agli uomini.

Sorry, boys, terza tappa del progetto sulle “resistenze femminili”, indaga sul sistema in cui questa storia è nata e si chiede quale sia il contesto sociale in cui questo progetto virale di materni- tà abbia potuto attecchire.

Nel nero della scena, due schiere di teste mozze. Appese. Da una parte gli adulti. I genitori, il preside, l’infermiera della scuola. Dall’altra i giovani maschi, i padri adolescenti. Sono tutti appesi come trofei di caccia, tutti inchiodati con le spalle al muro da una vicenda che li ha trovati impreparati. Potranno sforzarsi di capire le ragioni di un patto di maternità tra adolescenti, ma resteranno sempre con le spalle al muro.

Prevendita biglietti:
presso Teatri Uniti di Basilicata, Via Don Minzoni 38, Matera - tel 0835.337220


Credits:

Di e con Marta Cuscunà (Premio Franco Enriquez 2013)
Progettazione e realizzazione teste mozze: Paola Villani
Assistenza alla regia: Marco Rogante
Disegno luci: Claudio “Poldo” Parrino
Disegno del suono: Alessandro Sdri- gotti
Animazioni grafiche: Andrea Pizzalis
Costume di scena: Andrea Ravieli
Co-produzione Centrale Fies

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