"L'avvocato di Matteotti", di e con Alessandro Blasioli

Spettacolo Teatrale

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Il 27 marzo 1926 Chieti, in Abruzzo, è appellata su tutti i quotidiani “Città della Camomilla”: le testate giornalistiche la descrivono tranquilla, adagiata sul colle, circondata dalle montagne, composta perlopiù da borghesi, militari e preti ligi al proprio dovere. La bella Teate, dall’antico nome latino della città, in questi giorni pare a lutto, tanti sono i nastri, i drappi, le bandiere scure a ornare i balconi e gli edifici pubblici cittadini... ma, in realtà, non piange alcun caduto: Chieti è profondamente fascista, ed è stata luogo, nei giorni precedenti, del processo contro gli assassini di Giacomo Matteotti.
Forze dell’ordine e squadristi affollano le strade; unica macchia di colore in quell’ “oceano nero” è l’avvocato Pasquale Galliano Magno, di Ortona, solo nello schierarsi a protezione di Velia Titta, moglie dell’Onorevole assassinato. Suo diretto avversario è Roberto Farinacci, capo del Partito Nazionale Fascista, che prende le difese di Amerigo Dumini, conosciuto come “il Sicario del Duce” e capo di quella che sembra essere a tutti gli effetti la Ceka del Viminale.
Questi i presupposti del “Processo Farsa”, durato più di 10 giorni, voluto proprio da Mussolini a Chieti, perché si potesse risolvere tutta la questione senza i clamori che tanto hanno minato, nei due anni intercorsi dall’omicidio del deputato socialista Matteotti, le basi del neonato governo fascista; la presenza però del reazionario Farinacci, fanatico dello squadrismo, unita alle continue proteste parlamentari successive al processo, faranno capitombolare ulteriormente la situazione politica italiana fino al 3 gennaio 1925, giorno in cui il Duce dichiarerà la propria responsabilità politica, civile e morale del Fascismo e - dunque - dell’assassinio, instaurando de facto la dittatura.
Con ironia e un linguaggio derivato dalla Commedia dell’Arte, “L’Avvocato di Matteotti” arringa la folla ripercorrendo gli attimi fondamentali del periodo storico che ha trascinato l’Italia nella tirannia del Fascio.


Credits:

Monologo di e con Alessandro Blasioli
Luci Marco Andreoli
Produzione Florian Metateatro

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