I laboratori con gli artisti

Argonautiche

Conduce:

Teatro delle Albe


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Il laboratorio

Lavoriamo quest’anno su “Le Argonautiche” di Apollonio Rodio. In questo poema epico si racconta del viaggio affrontato dagli Argonauti, per conquistare il Vello d’oro, il manto di un ariete sacro a Zeus che ha il potere di curare le ferite. Guidati da Giasone, gli eroi affronteranno incontri straordinari e terribili prove pur di ritornare finalmente a casa. I testi classici sono da sempre un ricco tesoro da saccheggiare, materia drammaturgica incandescente che chiede di essere attraversata, stravolta, resuscitata per essere, come amiamo dire, “messa in vita”. Durante il laboratorio, prendendo spunto da improvvisazioni, canzoni, selvatichezze, dialetti, ombre, ribaltamenti, sogni di tutti i partecipanti, si arriverà alla costruzione di un esito, un grande rito collettivo, una festa nel segno del teatro e della sua potenza.

Questo laboratorio rientra nel progetto Tuttùn-la Non-scuola a San Chirico Raparo, promosso dalla società cooperativa “Il Sicomoro” di Matera, in collaborazione con Q Academy e Teatro delle Albe/Ravenna Teatro.

Ragazzi e ragazze dai 15 ai 25 anni.
"La non-scuola non si chiamava così, ma esisteva già dal ’91, quando alle Albe venne assegnata la direzione del Rasi. Marco e Maurizio Lupinelli cominciarono a tenere dei laboratori teatrali nei licei. All’inizio vi parteciparono solo quaranta studenti, che poi per contagio, anno dopo anno, divennero dieci volte tanti, coinvolgendo tutte le scuole della città. Non andavamo a insegnare. Il teatro non si insegna. Andavamo a giocare, a sudare insieme. Come giocano i bambini su un campetto da calcio, senza schemi né divise, per il puro piacere del gioco, come capita ormai di vederli solamente in Africa, a piedi nudi sulla sabbia, o nel sud d’Italia: al nord è raro, i più sono irrigimentati a copiare il calcio dei "grandi", soldi e televisione. In quel piacere ci sono una purezza e un sentimento del mondo che nessun campionato miliardario può dare. La felicità del corpo vivo, la corsa, le cadute, la terra sotto i piedi, il sole, i corpi accaldati dei compagni, l’essere insieme, orda, squadra, coro, comunità, la sfera-mondo che volteggia e per magia finisce dentro la rete. Scuola e teatro sono stranieri l’uno all’altra, e il loro accoppiamento è naturalmente mostruoso. Il teatro è una palestra di umanità selvatica e ribaltata, di eccessi e misura, dove si diventa quello che non si è; la scuola è il grande teatro della gerarchia e dell’imparare per tempo a essere società…" (tratto da L’Apocalisse del molto comune, di Marco Martinelli e Ermanna Montanari in Jarry 2000, Ubulibri, Milano, 2000).
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Il signor Mockinpott

Conduce:

Progetto Demoni


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Il laboratorio

Il punto di partenza di questo laboratorio sarà “Come il signor Mockinpott è liberato dal dolore” di Peter Weiss. L’opera racconta la storia di un povero malcapitato che finisce schiacciato da un’escalation di ingiustizie. Vittima designata dalla società, Mockinpott, senza alcun motivo apparente, viene arrestato, licenziato, tradito e ridotto in miseria. Forse la sua unica colpa è non ribellarsi e tutte le disgrazie che dovrà patire gli serviranno per raggiungere questa rivelazione. Ma quanto durerà la sua tortura prima della tanto attesa illuminazione? Riuscirà a mettere fine alla glorificazione della prepotenza? Smetterà di sbattere contro il muro delle ingiustizie e si armerà per abbatterlo? Metteremo la storia del Signor Mockinpott a reazione con le improvvisazioni dei partecipanti al laboratorio e la caleremo nel “futuristico” contesto del dopo Matera 2019 per creare un nuovo testo, tradimento rispettoso dell’originale. Immagineremo un Mockinpott materano, la notte del 31 dicembre 2019, in strada, pronto a chiudere in bellezza il magnifico anno trascorso. Non sa che, come nelle migliori favole, l’incanto non sopravviverà allo scoccare della mezzanotte e “egli non potrà sfuggire nemmeno a uno dei guai che devono ancora venire”

Per attori e attrici, danzatori, danzatrici, musicisti, amanti del teatro e curiosi dai 18 anni in su, per un massimo di 20 persone.
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Festa Apache

A cura di:

#reteteatro41


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Il laboratorio

“Gli APACHE erano un popolo nomade nativo dell'area sud occidentale dell'America Settentrionale e il suo significato è “nemico”.
Apache è anche una parola che assume un significato fortissimo molto lontano dalla sua terra natia. Negli ‘60 a Matera diventa la parola che “nomina” i materani abitanti del quartiere Serra Venerdì; uno dei primi rioni abitato da chi lasciava di Sassi, e che contraddistingueva gli abitanti di un fortino isolato, con una forte identità visiva e comunitaria. Attraverso il teatro ci metteremo sulle tracce delle trasformazioni di questa parola/identità, del potere evocativo che ancora possiede e che cosa significa per le nuove generazioni.
Che valore ha nominarsi ed essere nominati? Che potenza hanno le parole quando hanno a che fare con la definizione delle identità e del valore dei rapporti tra le persone?

Cercheremo connessioni con la dimensione contemporanea degli abitanti di Serra Venerdì e una città che vuole scegliere per il suo futuro, e declinare in vari modi il suo diritto a partecipare a costruire una comunità. Costruire un Totem di storie, riunirsi intorno al fuoco, per festeggiare un rito di passaggio per alimentare e tenere accese le parole e i significati senza bruciare nella moltitudine tutto ciò su cui abbiamo costruito.”
Un laboratorio per preparare un grande rito collettivo che coinciderà con la fine del festival, coinvolgendo l’intero quartiere e i suoi abitanti. Una sorta di allenamento alla partecipazione, in cui creare occasioni di incontro e scambio trasformandole in azione teatrale.

Bambini e bambine, ragazzi e ragazze dagli 8 ai 18 anni
#Reteteatro41 nasce dal desiderio e dalla necessità di costruire il proprio futuro professionale a partire dalla Basilicata e si propone di creare un sistema che sia in grado di riconoscere, supportare, affiancare, valorizzare il proprio lavoro.
Le realtà che compongono #Reteteatro41 sono gruppi di persone che lavorano quotidianamente nell’ambito del teatro, non soltanto immaginando, realizzando, eseguendo gli spettacoli in qualità di registi, attori, tecnici, ma fondando le basi di una cultura teatrale.
Il progetto di #reteteatro41 nasce dall’esigenza di cinque compagnie teatrali di produzione: Abito in scena – Pz, Gommalacca Teatro -Pz, IAC – Matera, L’Albero – Melfi, Compagnia Petra – Satriano, fondate e operanti in Basilicata sull’intero territorio regionale, di costruire un percorso comune e condiviso teso al rafforzamento del pubblico teatrale lucano e al suo incremento trasversale, attraverso una proposta articolata e organica di spettacoli e azioni teatrali.
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Smontare l’I.N.F.E.R.N.O.

Conduce:

Teatro Nucleo


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Il laboratorio

Laboratorio di inclusione performativa a cura di Teatro Nucleo

I.N.F.E.R.N.O. (Invasione Notturna Frivola E Ruggente Non Ostile) è uno spettacolo nato dal dialogo con un quartiere di Ferrara. Ci racconta la città come se fosse per il nostro poeta Dante una specie di incubo grottesco. Da qui la necessità di interrogare le città che ospitano lo spettacolo, di chiedere agli abitanti di svelarne le piccole storie, i personaggi. Queste storie verranno raccolte come se fosse un gioco, e potranno diventare parte del racconto collettivo . Di sicuro ci permetteranno di conoscere meglio i muri e le strade della città in cui ci immergiamo ogni giorno. In più ai partecipanti verrà chiesto di prendere parte attiva allo spettacolo in azioni corali. La parte pratica del laboratorio sarà centrata sulla trasformazione degli elementi narrativi che emergeranno nel corso degli incontri, in azione teatrale.

Per attori e attrici, danzatori, musicisti, amanti del teatro e curiosi dai 18 anni in su, per un massimo di 15 persone.
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